Clamorosa auto-accusa e sanatoria del Ministero dell’Ambiente

Comunicato stampa del 04/02/2016

Elettrodotto Villanova – Gissi. Clamorosa auto-accusa del Ministero dell’Ambiente in una nota a firma del Direttore Renato Grimaldi. Opere avviate senza la documentazione prescritta dal Ministero che però non ha bloccato tempestivamente l’opera nonostante lo sapesse da marzo 2014.
Sanatoria a posteriori per 11 prescrizioni con la fantasiosa classificazione di “ottemperanza tardiva” delle stesse.
In Italia il Ministero dell’Ambiente (sic!) non funziona così.
Il Ministero dell’Ambiente attraverso una determina del suo direttore generale Dr. Renato Grimaldi e un parere della commissione VIA, ammette la sua totale inadempienza sui controlli di una grande opera come l’elettrodotto Villanova – Gissi.

Con la nota del 24 dicembre 2015 il Ministero dichiara che per 11 prescrizioni del suo Decreto di Compatibilità Ambientale del Villanova – Gissi, firmato da ben due ministri, ci sia stata un’ottemperanza tardiva perchè avrebbero dovuto essere soddisfatte e verificate prima dell’avvio dei lavori. Alcune erano di capitale importanza: organizzazione dei cantieri e impatto sulla popolazione; attività nei siti Natura2000, taglio della vegetazione.
Una situazione kafkiana causata integralmente dall’inadempienza ministeriale visto che TERNA aveva comunicato al Ministero dell’Ambiente il 28/03/2014 che l’avvio dei lavori ci sarebbe stato a maggio 2014. Allegato Comunicato Forum H2O 20160204Evidentemente al Ministero non riescono a comprendere il tenore delle comunicazioni, visto che il Ministero sapeva che TERNA prima di partire doveva consegnare elaborati su elaborati su richiesta proprio del Ministro in persona che aveva imposto le prescrizioni. Se uno ti scrive che parte con i lavori e tu sai che prima deve fornirti decine di carte e non l’ha fatto, come mai non gli rispondi: scusa, prima di partire mi mandi le carte altrimenti te ne stai fermo?
Perchè il Ministero dell’Ambiente (sic!) non ha sospeso i lavori nonostante fosse a conoscenza della mancanza di elaborati indispensabili anche per effettuare i controlli durante i cantieri? Perchè interviene dopo un anno e dieci mesi?
Tra l’altro subito dopo l’avvio dei cantieri di maggio 2014 il Ministero è stato sommerso letteralmente di lettere e dossier di cittadini che gli spiegavano, con tanto di foto, che i lavori erano partiti. Reazione del Ministero? Nulla.

Ora, a lavori guarda caso quasi finiti, il Ministero accerta che TERNA avrebbe dovuto consegnare gli elaborati progettuali prima, alcuni dei quali indispensabili per controllare successivamente i cantieri (dal rumore alla gestione delle acque di cantiere ecc.). D’altro lato ci sarà stato un motivo per imporre nel Decreto di autorizzazione delle prescrizioni da realizzare prima dell’avvio dei cantieri e non dopo.
Tra l’altro la verifica “tardiva” non ha tenuto in alcun conto la documentazione inoppugnabile fornita dai cittadini ma ha tenuto conto delle carte fornite, a posteriori, da TERNA.
E’ una clamorosa ammissione di colpa che ha potenzialmente comportato danni sull’ambiente, visto il Ministero si riserva di valutare le conseguenze di questa “ottemperanza tardiva”, anche se dovrà essere lo stesso Ministero a verificarli! Se l’atteggiamento è lo stesso usato finora…siamo a cavallo!
Cosa aggiungere? Perchè continuare nella lotta?
Perchè un’opera realizzata per oltre 1/3 su aree a rischio frana e inondazione e in queste condizioni può riservare sorprese, anzi, ci viene da dire, certezze nei prossimi anni…
Ovviamente sarà nostra premura redigere un voluminoso dossier a cui stiamo già lavorando per la Commissione Europea. Chissà se apprezzeranno il neologismo coniato dal Direttore Grimaldi e dalla Commissione VIA di “ottemperanza tardiva”. Una cosa è certa: sarà dura anche solo tradurlo e spiegarlo in inglese.

Segreteria Operativa Forum Abruzzese dei Movimenti per l’Acqua

 

Comunicato stampa 03/02/2016

Oggetto: iniziano a cadere le tegole sulla Società Terna Rete Italia anche nella Regione Abruzzo; è ufficiale, la Società Terna Rete Italia S.p.a. ha ottemperato in modo tardivo alle prescrizioni A.1, A.9, A.19, A.20, A.24, A.26, A.27, A.28, A.29, A.31 e A.33 del Decreto di Compatibilità Ambientale DVA-DEC-2011 del 13.09.2011 relativo.

Mentre si discute se l’elettrodotto è andato in esercizio oppure no con proclami e smentite da ambo i lati, dalla lettura della Determinazione del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare DVA-DEC-2015-000488 del 24/12/2015 (All. 1), appena ricevuta, si rileva che il Direttore Generale Dott. Renato GRIMALDI del Dicastero suddetto, per quanto attiene le verifiche di ottemperanza di propria competenza, dichiara:

CONSIDERATO che nel suddetto parere, la Commissione Tecnica di Verifica dell’Impatto Ambientale VIA/VAS ha evidenziato che:
– “il decreto di Compatibilità Ambientale n. DVA-DEC-2011-510 del 13.09.2011 dispone la verifica di ottemperanza:
• per le prescrizioni A.1 ed A.9 in fase di progettazione esecutiva;
• per le prescrizioni A.19 ed A.20 prima dell’inizio dei lavori;
• per le prescrizioni A.24, A.26, A.27, A.28, A.29, A.31, ed A.33 in fase di cantiere;
– Il proponente ha indicato come data di inizio lavori il 5 maggio 2014;
e che il proponente per l’inizio dei lavori avrebbe dovuto attendere la conclusione positiva dell’iter di verifica di ottemperanza;

CONSIDERATO altresì che nel suddetto parere, la Commissione Tecnica di Verifica dell’Impatto Ambientale VIA/VAS si è espressa anche sulla prescrizione A.29 attinente alla fase di cantiere;

DETERMINA
l’ottemperanza tardiva delle prescrizioni A.1, A.9, A.19, A.20, A.24, A.26, A.27, A.28, A.29, A.31 e A.33 del Decreto di Compatiblità Ambientale DVA-DEC.2011- 510 del 13.09.2011 relativo al progetto”Nuovo Elettrodotto a 380 kV in doppia terna Villanova – Gissi ed opere connesse”.

Il Ministero continua dichiarando:
La Direzione Generale si riserva di valutare con l’ausilio degli Enti territoriali, la necessità di avviare l’accertamento di eventuali danni ambientali derivanti dalla anticipata esecuzione delle opere.
E’ facile intuire che tale eclatante atto, che inizia a rendere giustizia per quanto di gravissimo accaduto fino ad oggi nella nostra Regione, avrà notevoli ripercussioni sugli atti che devono ancora essere emessi dalla Regione Abruzzo per quanto attiene le verifiche di ottemperanza in capo alla stessa, come avrà notevoli ripercussioni su tutti i procedimenti di Giustizia Penale e Civile aperti nei Tribunali di PESCARA, CHIETI, LANCIANO e VASTO.
Un atto del genere attinente la costruzione di una infrastruttura lineare energetica, quale l’elettrodotto in questione, che boccia di fatto senza mezzi termini l’operato della Società Terna Rete Italia S.p.a., credo non si sia mai visto fino ad oggi su tutto il territorio Nazionale e lo si deve indubbiamente grazie alla fermezza ed alla tenacia di tante persone che credono nella giustizia e senza avere timore, delle ripetute minacce che purtroppo con arroganza e prepotenza si sono tradotte anche in fatti, hanno continuato a denunciare tutti gli illeciti e le omissioni rilevate nonché i soprusi subiti.
A questo punto, ancora più di prima , i Comitati e le singole persone chiederanno a gran voce l’intervento della Magistratura per accertare i veri responsabili per quanto di estremamente grave accaduto e subito.

Distinti saluti.
CHIETI, 03 febbraio 2016
Antonio DI PASQUALE

Allegato
1. DVA-DEC-2015-000488 del 24/12/2015.
DVA-DEC-2015-000488_20151224_1

DVA-DEC-2015-000488_20151224_2

Clamorosa sentenza della Corte Costituzionale sulla VIA

ELETTRODOTTI: Clamorosa sentenza della Corte Costituzionale, che fine farà l’elettrodotto Terna Villanova-Gissi?

La Corte boccia una legge del Veneto, anche per piccole modifiche progettuali servono le autorizzazioni preventive per la valutazione di impatto ambientale.
Per il Villanova-Gissi cambiati tipo, altezza e posizione di molti tralicci. Il Forum: chiederemo conto a Ministero dell’Ambiente, Ministero dello Sviluppo Economico e Ministero dei Beni Culturali.

Una clamorosa sentenza della Corte Costituzionale in materia di Valutazione di Impatto Ambientale ed elettrodotti può determinare serissimi problemi al costruendo elettrodotto Villanova – Gissi e in generale alle pubbliche amministrazioni che fanno passare varianti alle opere già autorizzate senza tener conto del possibile impatto sull’ambiente delle modifiche introdotte.
Con la pronuncia 215/2015 depositata lo scorso 5 novembre la Corte ha bocciato una legge regionale del Veneto con cui si stabiliva che modifiche di tracciato minori di 500 metri non dovessero essere sottoposte ad autorizzazione preliminare da parte degli enti pubblici e, nel caso, ad una nuova fase di Valutazione di Impatto Ambientale.
Scrivono i Giudici “Nella logica del legislatore statale, dunque, la modifica del tracciato degli elettrodotti, anche di scarsa entità, non è aprioristicamente esclusa da qualsiasi forma di controllo preventiva, bensì è assoggettata ad una prognosi da effettuare di volta in volta sulle ripercussioni negative che possano nuocere allo specifico contesto territoriale interessato dall’opera (si pensi, per l’appunto, ai siti di importanza comunitaria ovvero alle zone speciali di conservazione). La legge regionale impugnata invece, contemplando tra gli interventi esenti da preventiva autorizzazione o da denuncia tutte le varianti di tracciato degli impianti elettrici esistenti inferiori a 500 metri, a prescindere dal loro concreto impatto sui valori ambientali, ha l’effetto di sottrarre automaticamente tali opere anche alla valutazione d’impatto ambientale, la quale costituisce un subprocedimento che necessariamente si innesta (quale suo «presupposto o parte integrante»: si veda l’art. 29 del d.lgs. n. 152 del 2006) nel procedimento (principale) di autorizzazione o approvazione (si
veda, per un caso analogo, la sentenza n. 120 del 2010, punto 1.2. del considerato in diritto). La circostanza che la valutazione d’impatto ambientale non possa esplicarsi quando l’attività sia resa “libera”, nel senso di sottratta a una preventiva autorizzazione, esclude che possa essere seguita la tesi interpretativa suggerita dalla difesa regionale”.
Ora, l’elettrodotto Villanova – Gissi ha subito due varianti principali con cui sono state cambiati, rispetto al progetto originario:
a)tipologia per decine dei 150 tralicci;
b)posizione di diversi tralicci;
c)altezza di decine di tralicci, nella stragrande maggioranza dei casi in aumento anche di metri;
d)profondità di molte fondazioni.
Per un elettrodotto non sappiamo cos’altro si possa cambiare…
Per il Forum dei Movimenti dell’Acqua, che ha dedicato ben tre corposi dossier all’incredibile storia di quest’opera che ritiene inutile e rischiosa (i dossier possono essere scaricati qui: http://www.noelettrodottovillanovagissi.it/documenti/altro/), si tratta di un vera e propria sconfessione per i tre ministeri che paiono far finta di nulla su quanto sta accadendo sul terreno. Da quasi un anno il Ministero dell’Ambiente, grazie all’azione dei comitati, è a conoscenza delle modifiche apportate al progetto. Lo stesso Corpo Forestale dello Stato a maggio ha fatto presente che i tralicci sono diversi da quelli autorizzati. Diversi comuni hanno evidenziato e segnalato ufficialmente difformità progettuali. A tutto ciò si aggiungano le gravissime criticità sollevate dal Servizio Difesa del suolo della Regione Abruzzo per quanto riguarda le decine di piloni in aree a rischio idrogeologico alcuni dei quali sarebbero stati già realizzati in assenza dei prescritti rilievi tecnici. Addirittura per un traliccio in area a frana attiva, il 74, e stiamo parlando di un’opera da centinaia di milioni di euro in corso di realizzazione ora, si è arrivati da parte dell’Autorità di Bacino a consigliare la delocalizzazione “in aree meno potenzialmente pericolose”!
I ministeri, evidentemente in forte imbarazzo, continuano a non rispondere nel merito alle precise, documentate ed inoppugnabili segnalazioni giunte da più parti mentre l’opera va avanti.
Il Forum dell’Acqua da lunedì farà valere questa sentenza in tutte le sedi, compresa quella comunitaria, chiedendo anche di valutare se il comportamento che stanno tenendo i funzionari a vario titolo coinvolti sia legittimo o meno. Alla luce di quanto affermato dalla Corte Costituzionale crediamo che sarà molto difficile per i ministeri coinvolti spiegare il loro atteggiamento dilatorio rispetto alle modalità con cui si sta realizzando quest’opera.

Bastoni tra le ruote o i tralicci in mezzo alle…vasche?

traliccio  vasca

La pazza storia dell’Elettrodotto Villanova-Gissi sempre più…pazza!

IL CIPE FINANZIA CON 54,8 MILIONI DI EURO LE VASCHE DI ESPANSIONE DEL FIUME PESCARA PER LE ALLUVIONI MA ORA IN MEZZO CI SONO 4 PILONI DEL NUOVO ELETTRODOTTO.

Cosa ci faranno quattro tralicci del costruendo elettrodotto Villanova – Gissi di TERNA in mezzo alle vasche che dovranno essere realizzate lungo il fiume Pescara con ben 54,8 milioni di euro stanziati dal CIPE due mesi fa nell’ambito del programma ItaliaSicura? D’ora in poi, invece che dire “non mettere i bastoni tra le ruote”, si potrà chiosare “non mettere i tralicci tra le vasche”?

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Elettrodotto: “fa chiù guaje la scienz che l’ignoranza”.

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L’AUTORITA’ DI BACINO STRIGLIA TERNA – UN VECCHIETTO PASSANDO SOTTO LA PREFETTURA DI CHIETI BISBIGLIA “ FA CHIU GUAIE LA SCIENZE CHE L’IGNORANZA”.

DICIANNOVESIMO GIORNO/NOTTE di indignata silenziosa protesta davanti al portone della Prefettura di CHIETI al civ. 97 mentre si attendono i dovuti ed improcrastinabili atti di sospensione dei lavori da parte del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti d’intesa con il Presidente della Giunta Regionale in ottemperanza degli artt. 27 e 28 del D.P.R. 380/2001 e da parte del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare in ottemperanza degli artt. 28 comma 1 bis e 29 D.Lgs. 152/2006, viene fuori la bocciatura dell’opera anche dall’Autorità di Bacino la quale attraverso la nota prot. RA/214876 del 20 agosto 2015 indirizzata a Terna Rete Italia S.p.a. striglia a dovere quest’ultima rimarcando quanto segue: La “mancanza di indicazioni da parte dei …………Comuni” lamentata da codesta Società non autorizza la stessa a sostituirsi ai Comuni per quanto concerne l’eliminazione dei vincoli di pericolosità discendenti dai graficismi da pericolosità da scarpata, né tantomeno all’Autorità di Bacino o alla Regione Abruzzo per quanto attiene la disciplina di tali vincoli. Pertanto i vincoli da pericolosità da scarpata sono da intendersi pienamente vigenti, così come dalle Norme di attuazione del PAI e relativi allegati, fino alla data di pubblicazione della Deliberazione del Consiglio Comunale competente per territorio che disponga la corretta trasposizione della scarpata e da cui consegua l’eliminazione del relativo graficismo dalla Carta delle Pericolosità.

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UN GIGANTE DAI PIEDI D’ARGILLA

DERIVA TRAGICOMICA PER UN’OPERA INUTILE E A RISCHIO IDROGEOLOGICO

Elettrodotto Villanova – Gissi. Terna, gigante con i piedi d’argilla come il suo elettrodotto. Fa “ammuina”, segno di particolare debolezza; facile parlare di risarcimenti milionari chiesti ai cittadini invece di rispondere delle criticità dell’opera.

Il Governo regionale inerme e sostanzialmente inutile, non difende i cittadini.

“Terna si sta comportando come il classico gigante con i piedi d’argilla, visto che se la prende con i semplici cittadini nascondendosi dietro un’autorizzazione piena di criticità procedurali invece di rispondere dettagliatamente delle decine di problematiche sollevate e dettagliatamente descritte da associazioni, comitati e singoli cittadini e ormai anche da diversi enti pubblici” questo è il commento del Forum dell’Acqua sull’iniziativa di TERNA di chiedere risarcimenti milionari ai cittadini espropriati.

Terna cerca di “fare ammuina” cercando di distogliere il discorso dal progetto cambiato due volte, con la sostituzione dei sostegni a fondazioni già realizzate e quindi da rifare, ai 50 sostegni in aree a rischio idrogeologico, quattro dei quali addirittura su frane attive.

Il Forum dell’acqua ha appena terminato un terzo dossieri sull’opera dai risvolti tragicomici. Per riprendere la metafora, i piedi dell’elettrodotto gigante sono letteralmente sull’argilla!

Crediamo che l’incapacità di reagire a questo progetto sia ormai il punto più basso raggiunto dalla politica abruzzese.

Segreteria Operativa Forum Abruzzese dei Movimenti per l’Acqua

Copertina Dossier H2O_Opera_dai_piedi_argilla_20151003

 

 

 

Elettrodotto: richiesta Ordinanza sospensione lavori al Sindaco

bucchianico

M5S chiede al Sindaco di ‪#‎BUCCHIANICO‬ De Leonardis Ordinanza di sospensione lavori per l’‪#‎ELETTRODOTTO‬ Villanova-GIissi nel territorio di Bucchianico. Troppe incongruenze da accertare.

Si accumulano delle lacune evidenti nel lavoro che Terna esegue a Bucchianico, come nelle province di Chieti e Pescara, riguardo sondaggi e analisi mancanti (secondo Regione ‪#‎Abruzzo‬) e cantieri che iniziano dalla costruzione di pali monostelo e terminano con profili a traliccio metallicco.

Ulteriori dubbi vengono confermati dalla nuova puntuale analisi presentata dal Dipartimento Opere Pubbliche, Governo del territorio E Politiche Ambientali, del 9 settembre, in cui si negano nuovamente le prescrizioni a12 e a25, in essa si indica come mancanti i sondaggi per arrivare alla caratterizzazione dei cantieri (già ampiamente avviati) dei piloni 40, 41 e 44 e inoltre si evince che nelle verifiche di ottemperanza per i sostegni dal 37 al 46 (ovvero 10 degli 11 piloni ricadenti nel territorio comunale di Bucchianico) non è possibile riscontrare la compatibilità dell’intervento con le caratteristiche geologiche e geomorfologiche dell’area o ci sono delle differenze di valutazione del dissesto nelle sue dimensioni. Parliamo nella maggiorparte dei casi di sostegni ubicati a monte di aree calanchive dall’esame dello Stralcio della Carta Geomorfologica del Piano PAI. Escluso il 42, per le restanti le caratteristiche geologiche, geomorfologiche, idrogeologiche e geotecniche non sono state analizzate.

Non ci si spiega come ‪#‎Terna‬ possa ora assolvere correttamente alla prescrizione e soprattutto come possano aver svolto correttamente i lavori alla luce delle gravi mancanze evidenziate dalla Regione.

Alla luce di questi fatti, in aggiunta alle segnalazioni riportate nell’interpellanza inviata al Sindaco il 14 settembre 2015, e della celerità di esecuzione dei sopraindicati sostegni da parte di Terna SpA, ritengo necessario che il sindaco, o il dirigente di settore, faccia partire -in via cautelativa- un’ordinanza di sospensione lavori, al fine di accertare difformità ed evitare irregolarità a danno del paesaggio e della pubblica sicurezza.

INTERPELLANZA –> https://goo.gl/BqYqta
FOTO –> http://www.blufactory.it/

Terna: risarcimento danni ai proprietari che si oppongono legalmente

“I tecnici di Terna – viene spiegato – operano in qualità di incaricati di pubblico servizio. Le azioni di impedimento oltre ad essere illegittime e ingiustificate, – puntualizza l’azienda – provocano a danno di Terna un aggravamento dei costi relativi all’opera per il quale la società chiede il risarcimento”.
Terna evidenzia che “sta comunque pagando le ditte appaltatrici pur non potendo operare, e i ritardi” le impediscono “di mettere in esercizio l’opera nel tempo stabilito del 1 gennaio 2016, oltre a costituire un danno per il sistema elettrico” del quale Terna “deve garantire il corretto ed efficace funzionamento”. Questo è ciò che scrive in una nota stampa.

Terna quindi ha avviato azione risarcitoria nei confronti di quanti hanno impedito e stanno impedendo – in maniera pacifica e con modi e strumenti riconosciuti dalla legge – l’accesso ai fondi per gli espropri, recapitando loro cartelle con richiesta di risarcimento di circa 2 milioni di euro.
Non risponde, però, alle numerose lettere di comitati, cittadini e qualche amministrazione, in cui vengono descritte le numerose criticità e difformità dell’opera.

Ad ogni modo, se volevano intimorirli non ci sono riusciti!

Servizio TgMax

Articolo di AbruzzoLive.tv

 

“Vogliamo risposte”. Continua il presidio ad oltranza davanti alla Prefettura

Comunicato stampa coordinamento “no elettrodotto Villanova Gissi”  19 settembre 2015

DOPO I MANCATI CHIARIMENTI E GARANZIE DA PARTE DEL PREFETTO DI CHIETI LA PROTESTA DEL MOVIMENTO ANTI-ELETTRODOTTO PROSEGUE AD OLTRANZA

L’incontro avuto nella giornata di venerdì 18 settembre con il Prefetto di Chieti a seguito del pacifico sit-in organizzato dal “Coordinamento NO elettrodotto Villanove-Gissi” non ha dato i risultati sperati lasciando inalterate tutte le serie preoccupazioni dei manifestanti.

Dopo aver illustrato tutte le criticità ed incongruenze del progetto stesso comprese le irregolarità nelle procedure autorizzative, le omissioni di controllo e verifiche e le pericolose conflittualità verificatesi durante le discutibili modalità di immissione in possesso ed esproprio dei terreni da parte dei funzionari Terna, sono stati richiesti all’Autorità di Governo chiarimenti e soprattutto garanzie in previsione dei prossimi espropri in programma il 22 e 29 settembre per evitare che possano ripetersi prepotenze e aggressività come in precedenza.

Chiarimenti e garanzie che non sono arrivati e pertanto si è deciso di mantenere un presidio permanente finchè non saranno presi impegni precisi: una ventina di manifestanti si sono alternati questa notte all’addiaccio sotto i Portici della Prefettura di Chieti dimostrando tutta la tenacia e caparbietà di un movimento che si batte contro quello che viene vissuto come un sopruso e che non coinvolge solo i proprietari dei terreni ma tutti coloro che hanno a cuore le sorti del nostro Abruzzo e la salute dei Cittadini.

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L’atteggiamento intimidatorio di Terna per scoraggiare la protesta si sta sviluppando su più fronti: oltre che nelle modalità di immissione in possesso dei terreni per le quali sono state presentate apposite querele, anche attraverso la recente apparizione alla Procura di Lanciano dell’Avv. Giulia Bongiorno per depositare alcune denunce e dettare pubblicamente norme di comportamento che non spettano certo ai legali di parte ma semmai, come richiesto dal Coordinamento, proprio alle Autorità competenti che devono anche garantire il pacifico svolgimento delle operazioni e i diritti di tutti. Infine è notizia di questi giorni che i compensi promessi per gli espropri sono passati dalle ridicole cifre iniziali a somme molto ingenti.

Sono tutti atteggiamenti basati sulla forza che ci fanno pensare al contrario ad una debolezza di fondo di Terna che sta cercando ogni strada per raggiungere un obiettivo osteggiato dalle Comunità locali. Se fosse stato tutto in regola fin dall’inizio non ci sarebbero state tutte le evidenti difficoltà che possiamo osservare da parte della società e non ci sarebbe stata ad esempio la denuncia presentata dal Comune di Lanciano per abuso edilizio.

E’ un tentativo comunque destinato al fallimento perché il Coordinamento oltre ad avere incondizionata fiducia nei confronti di Procura, Polizia Giudiziaria e Giudici del Tribunale di Lanciano trae forza proprio da questi atteggiamenti che dimostrano quanto Terna cominci ad avere timore degli Abruzzesi e come il progetto inizi seriamente a vacillare, così come sappiamo che perfino a livello ministeriale ci sono delle serie preoccupazioni e perplessità in merito.

La prepotenza è sempre sintomo di paura, un sentimento che non ci appartiene perché siamo consapevoli della battaglia di giustizia e civiltà che stiamo combattendo in nome di tutti gli abitanti della nostra amata Regione che sono stufi di essere trattati come popolo da colonizzare e sottomettere.

IL COORDINAMENTO “NO ELETTRODOTTO VILLANOVA-GISSI”

Servizio TgR RAI

Da “IL Centro” del 19  settembre 2015

centro

 

 

 

 

 

 

 

Il Comune di Lanciano chiede sospensione lavori per “abuso edilizio”

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Il Comune di Lanciano chiede al Ministero delle Infrastrutture ed al Presidente della Giunta Regionale, ai sensi dell’Art. 28 del D.P.R. 380/2001, l’ordinanza di sospensione dei lavori afferenti l’elettrodotto Villanova – Gissi perchè la costruzione dell’opera sul proprio territorio, dai rilievi eseguiti, la si ritiene in abuso edilizio.

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Articolo di Prima da Noi