Perchè “NO”?

  • OPERA INUTILE

QUESTIONE ENERGETICA: alla base del procedimento autorizzativo e, soprattutto, delle varie VAS dei piani di sviluppo di Terna vi erano delle “certezze” che, alla prova dei fatti, non si sono rilevate come tali.

Infatti i consumi elettrici sono in continuo calo sia per la crisi sia per l’attuazione di norme per l’efficienza energetica e il risparmio. Terna, sostiene la necessità di mettere in sicurezza il sistema elettrico abruzzese, sottolineando che l’Abruzzo è in deficit. Peccato che Terna citi solo gli anni favorevoli a questa tesi. Basta dire che secondo i dati della stessa Terna, nella regione, nel 2013 sono stati consumati 6808 Gwh contro un picco di 7272 Gwh nel 2008 (conteggiato nella VAS del 2009), con un decremento nei consumi evidente. Per quanto riguarda il deficit produttivo regionale, gli impianti Abruzzesi sono capaci di coprire anche un eventuale picco di consumo annuo più elevato del 2008, visto che nel 2009 hanno prodotto ben 7751 Gwh. In quell’anno le centrali termoelettriche hanno prodotto più di tre volte l’energia prodotta nel 2013.

Evidentemente esiste l’infrastruttura per dispacciare l’energia prodotta, visto che nel 2009 ciò è stato fatto tranquillamente.

ELETTRODOTTI ESISTENTI: sottolineamo inoltre, che il sistema elettrico abruzzese ha ben altre criticità. Infatti come emerso nell’ultimo evento nevoso che ha interessato l’Abruzzo, oltre 140.000 utenze sono rimaste senza energia elettrica per diversi giorni, ciò a causa della totale mancanza di manutenzione delle linee di bassa e media tensione esistenti, che sono letteralmente venute giù sotto l’azione del vento e delle frane. Lo stesso ministro Guidi, durante un question time del 25 Marzo dell’On. Sottanelli sulle criticità abruzzesi, rispondeva tranquillizzando l’aula che Terna, in Abruzzo, ha già predisposto investimenti di oltre 1.000.000.000 di euro per la costruzione di nuovi elettrodotti e SOLO 10.000.000 di euro per la manutenzione delle linee esistenti.

  • MANCATA CONCERTAZIONE: un’opera imposta dall’alto su 16 comuni e 70 km di tracciato senza MAI interpellare la cittadinanza e MAI comunicare il progetto se non dopo la conclusione dell’iter di approvazione.

  • SITUAZIONE IDROGEOLOGICA: 55 piloni su 151 risultano essere posizionati su zone a vario grado pericolose dal punto di vista idrogeologico, alcuni dei quali addirittura su frane attive.

  • INTERAZIONE CON IL PROGETTO DI STOCCAGGIO “POGGIOFIORITO”: incredibilmente nella procedura di V.I.A. non è stata considerata l’interferenza tra l’elettrodotto e lo stoccaggio di metano “Poggiofiorito” della capacità di 157 milioni di Smc. Gli stoccaggi sono stabilimenti a rischio di incidente rilevante. Non è stato considerato l’effetto cumulo tra i due progetti né il cosiddetto effetto domino in caso di incidente. Sottolineamo che il pozzo d’iniezione è a soli 200 metri dalla campata 61-62.

  • DETERMINE FANTASMA : i criteri localizzativi ERPA, degli elettrodotti concordati tra Regione Abruzzo e Terna, e posti alla base della suddetta procedura di Valutazione Ambientale Strategica da parte di Terna, erano stati approvati con una semplice determina direttoriale 130/2008 a firma del Direttore Arch. Antonio Sorgi (indagato per corruzione). Sostanzialmente si tratta di un atto di tipo monocratico, in quanto negli stessi verbali allegati alla determina direttoriale, Terna riconosceva la necessità di vedere approvati tali criteri come minimo dalla Giunta regionale. La determina in questione, peraltro, non è mai stata pubblicata sul BURA Regionale.

  • RISPETTO DELLE PRESCRIZIONI SUI CANTIERI: il Decreto di V.I.A del Ministero dell’Ambiente contiene numerose prescrizioni. Tra i vari enti deputati al controllo delle stesse vi è l’ARTA Abruzzo che, incredibilmente, a sei mesi dall’avvio dei cantieri dichiarava di non aver ricevuto né la comunicazione dell’avvio dei lavori né, ovviamente, il crono programma degli stessi ( ci chiediamo come l’Arta possa aver adempiuto ai propri obblighi).

  • DIFFORMITA’ SOSTANZIALI TRA PROGETTO AUTORIZZATO E ESECUTIVO: gli elaborati progettuali che hanno ottenuto il parere di V.I.A da parte del Ministero dell’Ambiente e dal Ministero dei Beni Culturali riportavano, per i sostegni, il tipo a “traliccio”. Allo stato dei fatti, su tutti i cantieri ad oggi aperti si riscontrano piloni monoalbero, mai citati nelle autorizzazioni e nei documenti presentati da Terna.

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