Economia

Come già detto nella prefazione e ripetuto nella sezione legata ai rischi sulla salute, ogni conseguenza negativa va soppesata ed inserita in un contesto di pro e conto. Ciò che dunque si andrà ad elencare è una sintesi di effetti economici negativi che dovrebbe essere in qualche modo (per giustificare la realizzazione dell’opera) compensata da benefici alla popolazione o necessità inderogabili. Benefici e necessità inderogabili ad oggi a nostro avviso impercettibili se non del tutto assenti.

Per quanto riguarda l’aspetto economico bisogna innanzitutto parlare dei costi di compensazione.
Il proponente infatti, in fase di approvazione dell’infrastruttura, ha fatto proposte ed in alcuni casi già versato un importo (concordato con i comuni interessati) a compensazione del danno ambientale che i territori riceveranno.
Ciò che va osservato è che la realizzazione e la manutenzione della rete elettrica è finanziata attraverso le bollette e le imposte, quindi anche attraverso  i soldi dei cittadini dei territori interessati dal raddoppio di linea, i quali non beneficeranno di alcuna riduzione o esenzione.

Il primo costo dunque per la popolazione è rappresentato dai soldi offerti alle amministrazioni locali a compensazione di eventuali disagi e del danno ambientale creati dall’opera.

Per le amministrazioni una somma di alcune centinaia di migliaia di euro (per certi bilanci importante) è potuta sembrare, ai tempi degli accordi, un entrata extra molto allettante se non una vera e propria boccata di ossigeno.
Il problema è che dalla reintroduzione dell’IMU e successive imposte sugli immobili, il tracciato dell’elettrodotto che comprende molti terreni agricoli di proprietà anche solo attraversati dai cavi ed abitazioni situate nelle immediate vicinanze, rappresenta un danno di bilancio permanente (a causa del crollo del valore degli immobili e dunque di riduzioni di gettito da imposta legato al valore degli stessi) che nel giro di pochi anni, non solo andrà in alcuni casi a riassorbire interamente le somme offerte da Terna, ma a pesare sulle tasche di tutti gli altri cittadini, che necessariamente dovranno a loro volta compensare le perdite con le proprie tasse o con nuovi tagli ai servizi.

A questi danni erariali vanno aggiunti i danni economici ai privati, con il crollo verticale del valore degli immobili di proprietà situati nei pressi dell’opera ed i problemi ed i disagi per coloro che lavorano su pascoli e terreni agricoli interessati dalla linea.

A fronte di un indennizzo totale corrisposto da Terna di 13,3 milioni di Euro ai comuni, il perito Antonio di Pasquale ha stimato un danno complessivo legato al crollo del valore degli immobili o comunque direttamente connesso ai lavori di realizzazione dell’opera, di 105 milioni di Euro.

Infine, ma non meno importante, l’opera andrà a toccare anche lo sviluppo economico legato al turismo.
Sebbene, stando a quanto dichiarato da Terna, si è fatto di tutto per ridurre al minimo l’impatto sul paesaggio, l’effetto visivo sarà tutt’altro che neutro. Questo aspetto è aggravato inoltre dalla decisione da parte del costruttore di ricorrere a supporti opachi (pali monostelo) in sostituzione di quelli classici a traliccio che, sebbene non siano esattamente in armonia con il panorama, quantomeno risultano meno visibili in quanto semitrasparenti.

Che se ne dica, il paesaggio abruzzese resta una delle componenti attrattive più importanti del nostro turismo e quindi dell’economia legata ad esso. Perseverare nella realizzazione di opere non indispensabili in sfregio a tale paesaggio significa contribuire a compromettere ogni speranza di ripresa del settore che, ormai da diverso tempo, soffre una profonda crisi.