Salute

Nel 2001 lo IARC (Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro) di Lione, organismo sceintifico dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), ha classificato gli ELF (Extremely Low Frequency), cioè le frequenze generate dagli elettrodotti, possibile cancerogeno.

Gli studi epidemiologici su cui si è basata questa classificazione, che non ha subito revisioni, hanno riscontrato un raddoppio del rischio delle leucemie infantili in presenza di valori di campo magnetico maggiori o uguali a 0,4 microtesla.
I limiti normativi attualmente in vigore in Italia e ai quali Terna si uniforma nelle linee anche di più recente progettazione, come l’Elettrodotto Villanova – Gissi, prevedono quale valore un limite notevolmente superiore (3 microtesla).

Sebbene gli studi non siano ancora conclusivi, non bisogna lasciarsi trarre in inganno dalla definizione “possibile”. Essa infatti sta a significare solo che non vi sono dati conclusivi per definire una sostanza (in questo caso gli ELF), come cancerogena. Proprio per questo in tutti i casi analoghi, la stessa OMS richiama al principio di precauzione, ovvero di limitare (o evitare quando possibile) l’esposizione alla sostanza in questione.

Questi dati sono fonte di preoccupazione per tutti coloro che vivono a poche decine di metri dal tracciato nel nuovo Elettrodotto Villanova – Gissi, ma interessano anche coloro che possiedono terreni agricoli attraversati dai cavi, i quali si vedranno esposti al medesimo rischio.