Profitti a danno dei cittadini: storia di ordinaria (DIS)Amministrazione

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Da venerdì sera(18 settembre 2015) il Comitato di cittadini contro l’elettrodotto presidia l’ingresso della Prefettura di Chieti per avere delle risposte a semplici domande:

1. E’ vero che si sta costruendo l’elettrodotto VILLANOVA – GISSI in violazione dell’atto di autorizzazione e, se si, perché non viene sospesa la costruzione?
2. Se di contro non è realistica la violazione delle prescrizioni, perché ciò non viene dimostrato?

Semplici domande alle quali, ad oggi, nessuno risponde costringendo i cittadini ad attendere giorno e notte perché in diritto di conoscere la verità che permette alla Società Terna Rete Italia di continuare a costruire un’opera dichiarata da tanti in abuso e in violazione dell’atto di autorizzazione.

Le motivazioni sull’inopportunità dell’opera sono numerose:
SITUAZIONE IDROGEOLOGICA: 55 piloni su 151 risultano essere posizionati su zone a vario grado certificate come pericolose dal punto di vista idrogeologico. Alcuni di questi sono posizionati su frane attive.
RISPETTO DELLE PRESCRIZIONI SUI CANTIERI: il Decreto di V.I.A del Ministero dell’Ambiente contiene numerose prescrizioni il cui rispetto vincolava l’emanazione delle autorizzazioni e l’esecuzione dell’opera. Nel mese di settembre 2015 ad ultimazione dei 2/3 dei sostegni, l’ufficio Regionale da atto del mancato rispetto delle ottemperanze, dichiarando di fatto l’ASSENZA delle indagini geologiche e geognostiche prescritte.

NELL’ITALIA CHE FRANA LE OPERE PUBBLICHE SI CONTINUANO A COSTRUIRE CON GRANDE APPROSSIMAZIONE.

QUESTIONE ENERGETICA: i consumi elettrici sono in continuo calo sia per la crisi sia per l’attuazione di norme per l’efficienza energetica e il risparmio.

ELETTRODOTTI ESISTENTI: il sistema elettrico abruzzese esistente può operare e garantire il servizio, a fronte di una semplice manutenzione delle linee di bassa e media tensione esistenti, con numerosi risparmi rispetto alla costruzione di nuove linee. Lo stesso ministro Guidi, durante un question time del 25 Marzo sulle criticità abruzzesi, dava atto che se da un lato Terna, in Abruzzo, ha già predisposto investimenti di oltre 1 miliardo di euro per la costruzione di nuovi elettrodotti, dall’altro sono stati preventivati solo 10 milioni per la manutenzione delle linee esistenti.

MANCATA CONCERTAZIONE: L’opera è stata imposta a 16 comuni e su un tracciato di 70 km senza interpellare la cittadinanza e comunicando il progetto solo alla conclusione dell’iter di approvazione.

INTERAZIONE CON IL PROGETTO DI STOCCAGGIO GAS “POGGIOFIORITO”: incredibilmente nella procedura di V.I.A. non è stata considerata l’interferenza tra l’elettrodotto e lo stoccaggio di metano “Poggiofiorito” della capacità di 157 milioni di Smc (standard metro cubo). Gli stoccaggi sono stabilimenti a rischio di incidente rilevante e non è stato considerato l’effetto cumulo tra i due progetti né il cosiddetto “effetto domino” in caso di incidente.

DETERMINE FANTASMA: i criteri localizzativi ERPA, degli elettrodotti concordati tra Regione Abruzzo e Terna, e posti alla base della suddetta procedura di

Valutazione Ambientale Strategica da parte di Terna, furono approvati con una semplice determina direttoriale 130/2008: un atto di tipo monocratico. Negli stessi verbali allegati alla determina direttoriale, Terna dava atto della necessità di vedere approvati tali criteri come minimo dalla Giunta Regionale, cosa che non è mai avvenuta. La determina in questione, peraltro, non è mai stata pubblicata sul BURA Regionale ma è stata reperita anni dopo, grazie all’ingresso del M5S in Regione. E’ bastata la volontà di cercare!

DIFFORMITA’ SOSTANZIALI TRA PROGETTO AUTORIZZATO E ESECUTIVO: gli elaborati progettuali che hanno ottenuto il parere di V.I.A. da parte del Ministero dell’Ambiente e dal Ministero dei Beni Culturali sono difformi dalle opere realizzate o in corso di realizzazione.

CAMBIO IN CORSO D’OPERA, SPRECHI E COSTI: A partire da Maggio 2015, Terna, presenta un nuovo progetto esecutivo, tornando sui suoi passi tentando di giustificare le difformità. I basamenti per i sostegni monostelo (realizzati in difformità) non vengono rimossi ma ignorati e seppelliti, costruendo in prossimità a questi le fondazioni per i tralicci. Tonnellate di cemento e ferro, abbandonate sui terreni e ricoperte da pochi centimetri di terra, centinaia di piloni monostelo già acquistati, vengono semplicemente interrati e dimenticati.

Tutto questo avviene nonostante le numerose denunce dei comitati e atti politici del#M5S in Regione Abruzzo, nella totale indifferenza dell’amministrazione regionale e delle autorità competenti al controllo..

MODALITA DI IMMISSIONE IN POSSESSO PER L’ESECUZIONE DEI DECRETI DI OCCUPAZIONE D’URGENZA: Ai proprietari vengono offerti pochi Euro per l’esproprio. I più anziani, agricoltori, accettano ignari. Alcuni trovano il coraggio di opporsi ai sensi dell’art. 23 comma 3 del T.U. degli espropri, in difesa dei sacrifici di una vita e degli unici beni posseduti. Si oppongono sempre pacificamente alle occupazioni di Terna, affermando con decisione il loro NO MOTIVATO all’opera.

Montagne di querele piovono da Terna sulle teste dei proprietari che vengono così denunciati, ed in alcuni casi pur non essendo nemmeno presenti alle manifestazioni!

Le indagini a seguito delle prime denunce (novembre 2014) a carico dei manifestanti vengono tutte archiviate, quelle a carico dei proprietari rimangono in piedi e diventano, di fatto, merce di scambio. Alcuni proprietari che hanno impedito pacificamente le immissioni in possesso, ritenendole illegittime, riferiscono di aver visto lievitare le indennità a loro offerte da Terna da poche migliaia di euro (nell’ordine dei 3-5000) ad oltre 100.000 euro.

In più, qualora avessero accettato l’offerta economica – riferiscono – avrebbero avuto garantito il ritiro della querela da Terna.

PROFITTI A DANNO DEI CITTADINI: STORIA DI ORDINARIA (DIS)AMMINISTRAZIONEDa venerdì sera il Comitato di cittadini…

Posted by Sorial Girgis Giorgio on Venerdì 25 settembre 2015

Il Presidio continua. La lotta paga… più di Terna!

Il presidio sotto la prefettura continua e deve continuare! Vengono a trovarci in tanti da diverse zone D’Abruzzo: Atessa, Paglieta, Lanciano, Bucchianico, Guardiagrele, Filetto, San Vito, Cepagatti, Sulmona.
La gente solidarizza,e sono venuti diversi giornalisti fino a stamattina, il che vuol dire che questo nostro gesto sta ricevendo la giusta attenzione.

Serve che la nostra comunità reagisca anche questa volta, possibilmente dando il cambio a chi sta qua già da più di 24 ore e sostenendo chi verrà.

La lotta paga…molto più di Terna!

Queste le testimonianze della nostra battaglia, sempre il aggiornamento

 

Ovviamente l’invito a partecipare è esteso a tutti i rappresentanti delle Istituzioni coinvolte direttamente ed indirettamente nella costruzione della realizzanda opera, in particolare alle sotto elencate persone:
Dott. Poligioni Resp. Unic. Proc. MISE;
Dott. Venditti Resp. Unic. Proc. Ministero dell’Ambiente;
Dott.ssa Flacco Resp. Proc. Regione Abruzzo;
Dott. Damiani Resp. Unic. Arta Abruzzo;
Dott. D’Alfonso Presidente Giunta Regione Abruzzo;
Sindaco di: Cepagatti, Chieti, Casalincontrada, Bucchianico, Fara Filiorum Petri, Casacanditella, Filetto, Orsogna, Guardiagrele, S.Eusanio del Sangro, Castel Frentano, Lanciano, Paglieta, Atessa, Casalanguida, Gissi.

 

I Comitati uniti contro Terna

CENTRO

Sui fatti dell’8 luglio a Sant’Onofrio (Lanciano) che hanno visto i terreni appartenenti alla Sig.ra Franca Colanero diventare teatro di uno “scontro frontale” tra cittadini e la società Terna, la società autorizzata a realizzare l’elettrodotto Villanova-Gissi, è ancora in corso una seria riflessione. Comitati, privati e rappresentanti dell’Amministrazione (quel giorno erano presenti assessori e il vice-sindaco) hanno in questi giorni ascoltato testimonianze, visionato video , confrontato ricordi comuni.

 La conclusione è stata il riconoscimento unanime che si è trattato di un’indebita prevaricazione operata dagli incaricati della società, che avrebbero dovuto comportarsi diversamente una volta giunti alla presenza dei proprietari, e invece agli occhi dei presenti hanno intenzionalmente forzato ogni libera manifestazione dei diritti e facoltà dei proprietari stessi.

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PrimaDaNoi.it del 16/07/2015

 Terna, ancora immissioni “abusive”. Beffati anche due turisti inglesi

ABRUZZO.  Continuano le occupazioni di Terna per i lavori dell’elettrodotto e in altri due casi il diniego dei proprietari non è bastato per fermare la società. Dopo le ‘vittorie’ della settimana scorsa a Paglieta le ultime visite dei funzionari Terna non hanno avuto lo stesso esisto positivo per i proprietari dei terreni, come racconta il perito Antonio Di Pasquale che racconta una «giornata di ordinaria follia», quella di martedì scorso.

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Elettrodotto: oggi 23 proprietari hanno detto NO a Terna

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Elettrodotto Villanova – Gissi: i cittadini continuano ad opporsi, oggi 23 proprietari hanno detto NO a Terna

I cittadini abruzzesi continuano ad opporsi con successo a TERNA che vuole occupare le loro terre per continuare la costruzione del’elettrodotto Villanova – Gissi.

Oggi ben 23 cittadini si sono opposti con successo, 8 a Paglieta e 15 ad Atessa. Ormai solo con la lotta quotidiana si può contrastare un’opera del tutto inutile, costosissima ed imposta dall’alto.

 

 

Le colline del chietino, con paesaggi agrari bellissimi, non possono veder degradata la loro bellezza per un’infrastruttura che oltretutto non serve, realizzata per 1/3 in aree a fortissimo rischio idrogeologico.

INFO: 3491357990

A Paglieta i cittadini si riappropriano dei propri diritti

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NO TERNA, I CITTADINI DIFENDONO CON SUCCESSO LE TERRE ABRUZZESI CONTRO L’INUTILE ELETTRODOTTO VILLANOVA – GISSI. LASCIATI SOLI DALLA REGIONE ABRUZZO.

Elettrodotto Villanova – Gissi, ieri finalmente ristabilito il diritto dei proprietari di opporsi all’occupazione d’urgenza.

Sedici cittadini si oppongono con successo “scortati” da altri cittadini e dal sindaco di Paglieta.

La Regione Abruzzo lascia soli sindaci e abitanti ai loro problemi. Lunedì nuove procedure a Paglieta e Atessa.

Ieri è stata una giornata importante nella lotta contro l’inutile elettrodotto Villanova – Gissi che attraversa i più bei paesaggi agricoli delle colline chietine.

terna3Un centinaio di attivisti per nove ore di una giornata torrida hanno (in)seguito le procedure di occupazione d’urgenza a Paglieta (Ch) “scortando” i proprietari che hanno vinto praticamente su tutta la linea, visto che ben 16 cittadini, la quasi totalità delle procedure avvenute ieri, si sono opposti con successo all’ingresso dei funzionari di Terna che si presentavano con il decreto di occupazione di urgenza. Alla fine dopo questa giornata giocata per difendere le terre coltivate da generazioni di abruzzesi, gli attivisti si sono rilassati rifocillandosi presso la cantina sociale di Paglieta. Un modo per sottolineare lo spirito comunitario che contraddistingue questa lotta.

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Spiace dover constatare che il diritto dei proprietari di opporsi con un semplice “no” ai funzionari di Terna di fatto sia stato riconosciuto solo dopo quanto accaduto lo scorso 8 luglio a S. Onofrio. C’è voluta quella giornata per chiarire che gli incaricati di Terna devono andare via quando il proprietario replica con un “No” all’occupazione. Le scene incredibili e surreali che per mesi hanno contraddistinto decine di occupazioni di urgenza, con i tecnici di Terna che cercavano di entrare nelle terre da ogni lato nonostante i dinieghi dei proprietari, rimangono lì a testimonianza dello stato di generale indifferenza di larga parte delle istituzioni, regione Abruzzo in primis, che per mesi sono rimaste ferme rispetto a quanto stava accadendo, mancando di rispondere con i fatti al grido di dolore di tantissimi proprietari. Ci chiediamo se le istituzioni, a partire dalle procure interessate, stiano verificando la legittimità di quanto accaduto su queste occupazioni d’urgenza. Centinaia di persone, compresi sindaci, deputati, consiglieri regionali e le stesse forze dell’ordine, potrebbero testimoniare cosa è accaduto.

Solo l’impegno e l’abnegazione dei cittadini e di alcuni sindaci, come quelli di Paglieta, Castelfrentano e Lanciano, che sono rimasti a fianco ai loro cittadini, hanno permesso di svelare la realtà. Un anno di attività di Terna sarebbe stata bloccata o in larga parte rallentata. Nei paesi civili sarebbero state le istituzioni, vista la rilevanza dell’impatto dell’opera sulla vita dei cittadini, a dover chiarire in maniera preventiva i limiti dell’azione di Terna, spiegando le fasi procedurali. Siamo convinti che tanti altri proprietari avrebbero capito che era possibile opporsi senza troppi problemi, comportandosi di conseguenza.

Ancora ieri diversi cittadini si sono dovuti presentare con l’avvocato e con un centinaio di altri cittadini al seguito per affermare il proprio diritto, che poi ieri si è tradotto in un colloquio di 5 secondi con il tecnico di Terna che chiede di poter entrare, il proprietario che risponde Sì o No e, in quest’ultimo caso, con Terna che deve limitarsi a registrare il diniego, girare i tacchi e andare via.

Il tutto con decine di rappresentanti delle forze di polizia che, sotto un sole cocente, per tutta la giornata hanno assistito alla scena per prevenire eventuali tensioni. Un ulteriore costo per la collettività di quest’opera inutile.

In tutta la vicenda spicca la totale assenza della Regione Abruzzo che sta abbandonando i cittadini a loro stessi. Con le loro forze i cittadini si stanno rivelando più efficaci dei massimi rappresentanti istituzionali regionali e delle loro parole. Su questo torneremo a breve con documenti e atti che illustrano cosa sta facendo e cosa non sta facendo la Regione Abruzzo, a partire dal suo presidente e dal suo assessore competente.

Le procedure di occupazione procedono lunedì mattina a Paglieta e Atessa.

Elettrodotto Villanova – Gissi: Incontro con i cittadini di Brecciarola

IMG_1394 I cittadini di Brecciarola insieme ai Comitati No Elettrodotto “Villanova – Gissi” terranno un’assemblea pubblica mercoledì 24 giugno alle ore 21:00 presso il Bar Hotel Enrica in via Aterno, 441, durante la quale sarà possibile approfondire i punti inerenti la questione dell’elettrodotto e affrontare il tema dell’opposizione a quest’opera tanto inutile quanto dannosa.

La cittadinanza tutta è invitata a partecipare attivamente.

Evento Fb: https://www.facebook.com/events/404185739769851/

Elettrodotto: continuano le occupazioni sui terreni

Continua la battaglia dei Comitati contro  l’Elettrodotto Villanova – Gissi. Stamattina ad Orsogna la proprietaria si è opposta all’occupazione d’urgenza del suo terreno edificabile , definito da Terna con Decreto di occupazione d’urgenza e relativa indennità, semplicemente seminativo.

La rabbia e la disperazione nelle sue parole rendono l’idea dell’impotenza del singolo cittadino di fronte all’arroganza della multinazionale nell’imporre l’avanzamento dei lavori a scapito della volontà del legittimo proprietario.

Nel frattempo a Roma è prevista una commissione tecnica sull’elettrodotto in cui si è ottenuto di affiancare il tecnico della Regione con un tecnico designato dai comitati e i 3 sindaci contrari all’opera per discutere delle varie difformità emerse nel tempo.

Il Coordinamento No Elettrodotto non smetterà di lottare e di urlare #nontoccatelanostraterra

Firma la petizione: “Fermate i cantieri dei mega-elettrodotti”

#FirmaAncheTu #Nograndielettrodotti

Chiediamo al Presidente della Repubblica, al Governo e al Parlamento di intervenire prontamente per fermare i cantieri dei mega-elettrodotti e avviare un processo di revisione di ogni singolo progetto al fine di individuare soluzioni compatibili con le caratteristiche dei luoghi e la salvaguardia della salute dei cittadini. Chiediamo inoltre di creare una Commissione aperta all’effettiva partecipazione dei cittadini, come previsto dalla Convenzione di Aarhus, valutando concretamente la possibilità di riconvertire gli elettrodotti aerei in sistemi meno impattanti e più sicuri.”

Piemonte, Lombardia, Friuli Venezia Giulia, Veneto, Toscana, Marche, Abruzzo, Sicilia. Otto regioni, trentatrè comitati in rappresentanza di migliaia di cittadini italiani. La questione dei mega-elettrodotti non è una minaccia locale, isolata. Per questo tutte queste realtà, tra le quali il coordinamento dei comitati No elettrodotto Villanova-Gissi, oggi lanciano in contemporanea un’iniziativa a carattere nazionale: una petizione che come destinatari ultimi il Capo dello Stato, la Presidenza del Consiglio, il Parlamento.

Un richiamo al giusto ordine che vuole, in una democrazia, sovrana la volontà del Popolo e non quella dei vertici di questa o quella Multinazionale. Una popolazione contraria a progetti di dubbia o marginale utilità pubblica che al contempo comportano indubbi danni ai territori sui quali voglion esser realizzati, per altro secondo criteri assolutamente discutibili.

Ciò che si chiede alla classe dirigente politica di istanza nella Capitale è dunque di interfacciarsi con le realtà del territorio, interrompendo l’irritante siparietto secondo il quale il cittadino è solo soggetto passivo dell’azione politica, esaurito, s’intende, il periodo elettorale. Di comprendere che la difesa dei territori nello stato più integro possibile è la parte più concreta di quella valorizzazione delle eccellenze italiane che da ogni pulpito si millanta di voler perseguire. Di comprendere che l’innovazione, quella vera, oggi non può prescindere dall’essere sostenibile e che tale termine non è conciliabile con la deturpazione dei paesaggi e l’ignorare o sottovalutare il rischio idrogeologico. Di riflettere sul fatto che nessuna società può rinascere se non pone al primo posto la sicurezza e la salute dei propri cittadini e che questi due fattori sono in antitesi rispetto ai rischi legati all’elettrosmog, al già citato rischio idrogeologico o al tutt’altro che remoto pericolo di “effetto domino” creato dalla vicinanza di più impianti o strutture ad alto rischio come elettrodotti, metanodotti, depositi di stoccaggio ecc..

https://www.change.org/p/nuovi-elettrodotti-grandi-opere-devastanti-usiamo-il-denaro-dei-cittadini-per-manutenere-la-rete-esistente?utm_source=share_petition&utm_medium=whatsapp

Sit-in a Pescara venerdì 6 febbraio ore 16:00

cantiere allagato_1Elettrodotti TERNA a Pescara e in Abruzzo. Ora basta, fermiamoli!

Sit-in/flash mob domani davanti all’iniziativa TERNA a Pescara. La mobilitazione continua.

Altro che trasparenza, gli accordi TERNA- Comuni prevedono per gli enti un inaccettabile ruolo di sordina nei confronti dell’opinione pubblica.

Un sit-in/flash mob è la risposta all’iniziativa pubblicitaria di TERNA che si terrà domani a Pescara. Continue reading