Abruzzo Independent 01/12/2015

ELETTRODOTTO VILLANOVA-GISSI, 16.000.000 DI EURO CHIESTI AD UNA MAMMA ATTIVISTA

Terna cita 24 volte in giudizio una donna che difende la salute di suo figlio e il suo territorio da un’opera inutile e a rischio idrogeologico

Difendendo la terra e il futuro dei propri figli a volte è pericoloso e si rischia di dover pagare un prezzo altissimo, decine di milioni di euro se la controparte di chiama TERNA S.p.a che ha in mente ri realizzare un eltrottodotto per il trasporto dell’energia lungola direttrice Villanova-Gissi. Il colosso dell’energia italiana ha, infatti, notificato ben 24 citazioni alla madre e attivista Silvia Ferrante, che vive con la sua famiglia proprio accanto all’opera in fase di realizzazione. In realtà sono diversi gli attivisti/proprietari raggiunti dalle citazioni di TERNA ma il caso di Silvia Ferrante rappresenta un record forse di livello nazionale. Durissimo il commento del Forum del Movimento per l’Acqua Pubblica che si lancia in un profondo excursus di quanto sta avvenendo.

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Il Centro del 29/11/2015

Lanciano, Terna chiede 16 milioni alla mamma anti elettrodotto

Silvia Ferrante si oppone al pilone vicino alla sua casa: citata in giudizio 24 volte Dopo aver lottato tanto i Del Bello hanno visto i tecnici entrare nel loro terreno.

LANCIANO. Silvia Ferrante è una mamma e un’attivista. Assieme al suo compagno lotta per non dover vivere, a soli 80 metri dalla sua casa a Paglieta, sotto l’ombra di un pilone ad altissima tensione che reggerà i cavi dell’elettrodotto Villanova-Gissi della società elettrica Terna. Non ha lottato solo per sè e la sua famiglia, ma ha sposato la rabbia e la protesta di decine di altri proprietari come lei attraverso picchetti, manifestazioni e assemblee pubbliche. Oggi Terna le chiede, distribuiti in 24 atti di citazione, uno distinto dall’altro, ben 16milioni di euro. Ventiquattro processi diversi, per 24 giudici e altrettante cause che si moltiplicheranno all’infinito tra rinvii, ricorsi ed eventuali testimonianze. Mercoledì Silvia racconterà la sua incredibile storia. «Nelle 24 citazioni», anticipa, «si chiedono da 630mila a 900mila euro, ma solo per le immissioni sui terreni in cui è previsto il passaggio aereo dei cavi. Tra queste mai nessuna citazione per le manifestazioni avvenute su terreni in cui dovrebbero sorgere i piloni».

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Terna gigante dai piedi d’argilla come il suo elettrodotto

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TERNA CHIEDE RISARCIMENTI MILIONARI AI CITTADINI.
GOVERNO REGIONALE INERME E SOSTANZIALMENTE INUTILE.

Comunicato stampa del Forum H20 del 29 settembre 2015

Elettrodotto Villanova – Gissi. Terna, gigante con i piedi d’argilla come il suo elettrodotto.
Fa ammuina, segno di particolare debolezza; facile parlare di risarcimenti milionari chiesti ai cittadini invece di rispondere delle criticità dell’opera.

Il Governo regionale inerme e sostanzialmente inutile, non difende i cittadini.

“Terna si sta comportando come il classico gigante con i piedi d’argilla, visto che se la prende con i semplici cittadini nascondendosi dietro un’autorizzazione piena di criticità procedurali invece di rispondere dettagliatamente delle decine di problematiche sollevate e dettagliatamente descritte da associazioni, comitati e singoli cittadini e ormai anche da diversi enti pubblici” questo è il commento del Forum dell’Acqua sull’iniziativa di TERNA di chiedere risarcimenti milionari ai cittadini espropriati.
Terna cerca di “fare ammuina” cercando di distogliere il discorso dal progetto cambiato due volte, con la sostituzione dei sostegni a fondazioni già realizzate e quindi da rifare, ai 50 sostegni in aree a rischio idrogeologico, quattro dei quali addirittura su frane attive.

Il Forum dell’acqua ha appena terminato un terzo dossier sull’opera dai risvolti tragicomici che sarà presentato a breve. Per riprendere la metafora, i piedi dell’elettrodotto gigante sono letteralmente sull’argilla!

Terna stia sicura, stiamo già preparando un quarto dossier da inviare all’Autorità per l’Energia perché certo non potranno essere i cittadini con le bollette a pagare queste varianti progettuali.

Crediamo che l’incapacità di reagire a questo progetto sia ormai il punto più basso raggiunto dalla politica abruzzese che è sostanzialmente inutile come lo è questo elettrodotto che non riesce a bloccare. Infatti, nonostante gli sforzi di TERNA per dimostrare il contrario, un elettrodotto non produce energia e l’Abruzzo non ha alcun tipo di problema sia per produrre tutta l’energia che serve sia per il trasporto da e per altre regioni come dimostrano i dati dei consumi (in calo) e addirittura uno studio della stessa TERNA del 2013 sulle criticità della rete.

Segreteria Operativa Forum Abruzzese dei Movimenti per l’Acqua

 

 

 

 

Profitti a danno dei cittadini: storia di ordinaria (DIS)Amministrazione

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Da venerdì sera(18 settembre 2015) il Comitato di cittadini contro l’elettrodotto presidia l’ingresso della Prefettura di Chieti per avere delle risposte a semplici domande:

1. E’ vero che si sta costruendo l’elettrodotto VILLANOVA – GISSI in violazione dell’atto di autorizzazione e, se si, perché non viene sospesa la costruzione?
2. Se di contro non è realistica la violazione delle prescrizioni, perché ciò non viene dimostrato?

Semplici domande alle quali, ad oggi, nessuno risponde costringendo i cittadini ad attendere giorno e notte perché in diritto di conoscere la verità che permette alla Società Terna Rete Italia di continuare a costruire un’opera dichiarata da tanti in abuso e in violazione dell’atto di autorizzazione.

Le motivazioni sull’inopportunità dell’opera sono numerose:
SITUAZIONE IDROGEOLOGICA: 55 piloni su 151 risultano essere posizionati su zone a vario grado certificate come pericolose dal punto di vista idrogeologico. Alcuni di questi sono posizionati su frane attive.
RISPETTO DELLE PRESCRIZIONI SUI CANTIERI: il Decreto di V.I.A del Ministero dell’Ambiente contiene numerose prescrizioni il cui rispetto vincolava l’emanazione delle autorizzazioni e l’esecuzione dell’opera. Nel mese di settembre 2015 ad ultimazione dei 2/3 dei sostegni, l’ufficio Regionale da atto del mancato rispetto delle ottemperanze, dichiarando di fatto l’ASSENZA delle indagini geologiche e geognostiche prescritte.

NELL’ITALIA CHE FRANA LE OPERE PUBBLICHE SI CONTINUANO A COSTRUIRE CON GRANDE APPROSSIMAZIONE.

QUESTIONE ENERGETICA: i consumi elettrici sono in continuo calo sia per la crisi sia per l’attuazione di norme per l’efficienza energetica e il risparmio.

ELETTRODOTTI ESISTENTI: il sistema elettrico abruzzese esistente può operare e garantire il servizio, a fronte di una semplice manutenzione delle linee di bassa e media tensione esistenti, con numerosi risparmi rispetto alla costruzione di nuove linee. Lo stesso ministro Guidi, durante un question time del 25 Marzo sulle criticità abruzzesi, dava atto che se da un lato Terna, in Abruzzo, ha già predisposto investimenti di oltre 1 miliardo di euro per la costruzione di nuovi elettrodotti, dall’altro sono stati preventivati solo 10 milioni per la manutenzione delle linee esistenti.

MANCATA CONCERTAZIONE: L’opera è stata imposta a 16 comuni e su un tracciato di 70 km senza interpellare la cittadinanza e comunicando il progetto solo alla conclusione dell’iter di approvazione.

INTERAZIONE CON IL PROGETTO DI STOCCAGGIO GAS “POGGIOFIORITO”: incredibilmente nella procedura di V.I.A. non è stata considerata l’interferenza tra l’elettrodotto e lo stoccaggio di metano “Poggiofiorito” della capacità di 157 milioni di Smc (standard metro cubo). Gli stoccaggi sono stabilimenti a rischio di incidente rilevante e non è stato considerato l’effetto cumulo tra i due progetti né il cosiddetto “effetto domino” in caso di incidente.

DETERMINE FANTASMA: i criteri localizzativi ERPA, degli elettrodotti concordati tra Regione Abruzzo e Terna, e posti alla base della suddetta procedura di

Valutazione Ambientale Strategica da parte di Terna, furono approvati con una semplice determina direttoriale 130/2008: un atto di tipo monocratico. Negli stessi verbali allegati alla determina direttoriale, Terna dava atto della necessità di vedere approvati tali criteri come minimo dalla Giunta Regionale, cosa che non è mai avvenuta. La determina in questione, peraltro, non è mai stata pubblicata sul BURA Regionale ma è stata reperita anni dopo, grazie all’ingresso del M5S in Regione. E’ bastata la volontà di cercare!

DIFFORMITA’ SOSTANZIALI TRA PROGETTO AUTORIZZATO E ESECUTIVO: gli elaborati progettuali che hanno ottenuto il parere di V.I.A. da parte del Ministero dell’Ambiente e dal Ministero dei Beni Culturali sono difformi dalle opere realizzate o in corso di realizzazione.

CAMBIO IN CORSO D’OPERA, SPRECHI E COSTI: A partire da Maggio 2015, Terna, presenta un nuovo progetto esecutivo, tornando sui suoi passi tentando di giustificare le difformità. I basamenti per i sostegni monostelo (realizzati in difformità) non vengono rimossi ma ignorati e seppelliti, costruendo in prossimità a questi le fondazioni per i tralicci. Tonnellate di cemento e ferro, abbandonate sui terreni e ricoperte da pochi centimetri di terra, centinaia di piloni monostelo già acquistati, vengono semplicemente interrati e dimenticati.

Tutto questo avviene nonostante le numerose denunce dei comitati e atti politici del#M5S in Regione Abruzzo, nella totale indifferenza dell’amministrazione regionale e delle autorità competenti al controllo..

MODALITA DI IMMISSIONE IN POSSESSO PER L’ESECUZIONE DEI DECRETI DI OCCUPAZIONE D’URGENZA: Ai proprietari vengono offerti pochi Euro per l’esproprio. I più anziani, agricoltori, accettano ignari. Alcuni trovano il coraggio di opporsi ai sensi dell’art. 23 comma 3 del T.U. degli espropri, in difesa dei sacrifici di una vita e degli unici beni posseduti. Si oppongono sempre pacificamente alle occupazioni di Terna, affermando con decisione il loro NO MOTIVATO all’opera.

Montagne di querele piovono da Terna sulle teste dei proprietari che vengono così denunciati, ed in alcuni casi pur non essendo nemmeno presenti alle manifestazioni!

Le indagini a seguito delle prime denunce (novembre 2014) a carico dei manifestanti vengono tutte archiviate, quelle a carico dei proprietari rimangono in piedi e diventano, di fatto, merce di scambio. Alcuni proprietari che hanno impedito pacificamente le immissioni in possesso, ritenendole illegittime, riferiscono di aver visto lievitare le indennità a loro offerte da Terna da poche migliaia di euro (nell’ordine dei 3-5000) ad oltre 100.000 euro.

In più, qualora avessero accettato l’offerta economica – riferiscono – avrebbero avuto garantito il ritiro della querela da Terna.

PROFITTI A DANNO DEI CITTADINI: STORIA DI ORDINARIA (DIS)AMMINISTRAZIONEDa venerdì sera il Comitato di cittadini…

Posted by Sorial Girgis Giorgio on Venerdì 25 settembre 2015

PrimaDaNoi.it del 16/07/2015

 Terna, ancora immissioni “abusive”. Beffati anche due turisti inglesi

ABRUZZO.  Continuano le occupazioni di Terna per i lavori dell’elettrodotto e in altri due casi il diniego dei proprietari non è bastato per fermare la società. Dopo le ‘vittorie’ della settimana scorsa a Paglieta le ultime visite dei funzionari Terna non hanno avuto lo stesso esisto positivo per i proprietari dei terreni, come racconta il perito Antonio Di Pasquale che racconta una «giornata di ordinaria follia», quella di martedì scorso.

pdn

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