Clamorosa auto-accusa e sanatoria del Ministero dell’Ambiente

Comunicato stampa del 04/02/2016

Elettrodotto Villanova – Gissi. Clamorosa auto-accusa del Ministero dell’Ambiente in una nota a firma del Direttore Renato Grimaldi. Opere avviate senza la documentazione prescritta dal Ministero che però non ha bloccato tempestivamente l’opera nonostante lo sapesse da marzo 2014.
Sanatoria a posteriori per 11 prescrizioni con la fantasiosa classificazione di “ottemperanza tardiva” delle stesse.
In Italia il Ministero dell’Ambiente (sic!) non funziona così.
Il Ministero dell’Ambiente attraverso una determina del suo direttore generale Dr. Renato Grimaldi e un parere della commissione VIA, ammette la sua totale inadempienza sui controlli di una grande opera come l’elettrodotto Villanova – Gissi.

Con la nota del 24 dicembre 2015 il Ministero dichiara che per 11 prescrizioni del suo Decreto di Compatibilità Ambientale del Villanova – Gissi, firmato da ben due ministri, ci sia stata un’ottemperanza tardiva perchè avrebbero dovuto essere soddisfatte e verificate prima dell’avvio dei lavori. Alcune erano di capitale importanza: organizzazione dei cantieri e impatto sulla popolazione; attività nei siti Natura2000, taglio della vegetazione.
Una situazione kafkiana causata integralmente dall’inadempienza ministeriale visto che TERNA aveva comunicato al Ministero dell’Ambiente il 28/03/2014 che l’avvio dei lavori ci sarebbe stato a maggio 2014. Allegato Comunicato Forum H2O 20160204Evidentemente al Ministero non riescono a comprendere il tenore delle comunicazioni, visto che il Ministero sapeva che TERNA prima di partire doveva consegnare elaborati su elaborati su richiesta proprio del Ministro in persona che aveva imposto le prescrizioni. Se uno ti scrive che parte con i lavori e tu sai che prima deve fornirti decine di carte e non l’ha fatto, come mai non gli rispondi: scusa, prima di partire mi mandi le carte altrimenti te ne stai fermo?
Perchè il Ministero dell’Ambiente (sic!) non ha sospeso i lavori nonostante fosse a conoscenza della mancanza di elaborati indispensabili anche per effettuare i controlli durante i cantieri? Perchè interviene dopo un anno e dieci mesi?
Tra l’altro subito dopo l’avvio dei cantieri di maggio 2014 il Ministero è stato sommerso letteralmente di lettere e dossier di cittadini che gli spiegavano, con tanto di foto, che i lavori erano partiti. Reazione del Ministero? Nulla.

Ora, a lavori guarda caso quasi finiti, il Ministero accerta che TERNA avrebbe dovuto consegnare gli elaborati progettuali prima, alcuni dei quali indispensabili per controllare successivamente i cantieri (dal rumore alla gestione delle acque di cantiere ecc.). D’altro lato ci sarà stato un motivo per imporre nel Decreto di autorizzazione delle prescrizioni da realizzare prima dell’avvio dei cantieri e non dopo.
Tra l’altro la verifica “tardiva” non ha tenuto in alcun conto la documentazione inoppugnabile fornita dai cittadini ma ha tenuto conto delle carte fornite, a posteriori, da TERNA.
E’ una clamorosa ammissione di colpa che ha potenzialmente comportato danni sull’ambiente, visto il Ministero si riserva di valutare le conseguenze di questa “ottemperanza tardiva”, anche se dovrà essere lo stesso Ministero a verificarli! Se l’atteggiamento è lo stesso usato finora…siamo a cavallo!
Cosa aggiungere? Perchè continuare nella lotta?
Perchè un’opera realizzata per oltre 1/3 su aree a rischio frana e inondazione e in queste condizioni può riservare sorprese, anzi, ci viene da dire, certezze nei prossimi anni…
Ovviamente sarà nostra premura redigere un voluminoso dossier a cui stiamo già lavorando per la Commissione Europea. Chissà se apprezzeranno il neologismo coniato dal Direttore Grimaldi e dalla Commissione VIA di “ottemperanza tardiva”. Una cosa è certa: sarà dura anche solo tradurlo e spiegarlo in inglese.

Segreteria Operativa Forum Abruzzese dei Movimenti per l’Acqua

 

Clamorosa sentenza della Corte Costituzionale sulla VIA

ELETTRODOTTI: Clamorosa sentenza della Corte Costituzionale, che fine farà l’elettrodotto Terna Villanova-Gissi?

La Corte boccia una legge del Veneto, anche per piccole modifiche progettuali servono le autorizzazioni preventive per la valutazione di impatto ambientale.
Per il Villanova-Gissi cambiati tipo, altezza e posizione di molti tralicci. Il Forum: chiederemo conto a Ministero dell’Ambiente, Ministero dello Sviluppo Economico e Ministero dei Beni Culturali.

Una clamorosa sentenza della Corte Costituzionale in materia di Valutazione di Impatto Ambientale ed elettrodotti può determinare serissimi problemi al costruendo elettrodotto Villanova – Gissi e in generale alle pubbliche amministrazioni che fanno passare varianti alle opere già autorizzate senza tener conto del possibile impatto sull’ambiente delle modifiche introdotte.
Con la pronuncia 215/2015 depositata lo scorso 5 novembre la Corte ha bocciato una legge regionale del Veneto con cui si stabiliva che modifiche di tracciato minori di 500 metri non dovessero essere sottoposte ad autorizzazione preliminare da parte degli enti pubblici e, nel caso, ad una nuova fase di Valutazione di Impatto Ambientale.
Scrivono i Giudici “Nella logica del legislatore statale, dunque, la modifica del tracciato degli elettrodotti, anche di scarsa entità, non è aprioristicamente esclusa da qualsiasi forma di controllo preventiva, bensì è assoggettata ad una prognosi da effettuare di volta in volta sulle ripercussioni negative che possano nuocere allo specifico contesto territoriale interessato dall’opera (si pensi, per l’appunto, ai siti di importanza comunitaria ovvero alle zone speciali di conservazione). La legge regionale impugnata invece, contemplando tra gli interventi esenti da preventiva autorizzazione o da denuncia tutte le varianti di tracciato degli impianti elettrici esistenti inferiori a 500 metri, a prescindere dal loro concreto impatto sui valori ambientali, ha l’effetto di sottrarre automaticamente tali opere anche alla valutazione d’impatto ambientale, la quale costituisce un subprocedimento che necessariamente si innesta (quale suo «presupposto o parte integrante»: si veda l’art. 29 del d.lgs. n. 152 del 2006) nel procedimento (principale) di autorizzazione o approvazione (si
veda, per un caso analogo, la sentenza n. 120 del 2010, punto 1.2. del considerato in diritto). La circostanza che la valutazione d’impatto ambientale non possa esplicarsi quando l’attività sia resa “libera”, nel senso di sottratta a una preventiva autorizzazione, esclude che possa essere seguita la tesi interpretativa suggerita dalla difesa regionale”.
Ora, l’elettrodotto Villanova – Gissi ha subito due varianti principali con cui sono state cambiati, rispetto al progetto originario:
a)tipologia per decine dei 150 tralicci;
b)posizione di diversi tralicci;
c)altezza di decine di tralicci, nella stragrande maggioranza dei casi in aumento anche di metri;
d)profondità di molte fondazioni.
Per un elettrodotto non sappiamo cos’altro si possa cambiare…
Per il Forum dei Movimenti dell’Acqua, che ha dedicato ben tre corposi dossier all’incredibile storia di quest’opera che ritiene inutile e rischiosa (i dossier possono essere scaricati qui: http://www.noelettrodottovillanovagissi.it/documenti/altro/), si tratta di un vera e propria sconfessione per i tre ministeri che paiono far finta di nulla su quanto sta accadendo sul terreno. Da quasi un anno il Ministero dell’Ambiente, grazie all’azione dei comitati, è a conoscenza delle modifiche apportate al progetto. Lo stesso Corpo Forestale dello Stato a maggio ha fatto presente che i tralicci sono diversi da quelli autorizzati. Diversi comuni hanno evidenziato e segnalato ufficialmente difformità progettuali. A tutto ciò si aggiungano le gravissime criticità sollevate dal Servizio Difesa del suolo della Regione Abruzzo per quanto riguarda le decine di piloni in aree a rischio idrogeologico alcuni dei quali sarebbero stati già realizzati in assenza dei prescritti rilievi tecnici. Addirittura per un traliccio in area a frana attiva, il 74, e stiamo parlando di un’opera da centinaia di milioni di euro in corso di realizzazione ora, si è arrivati da parte dell’Autorità di Bacino a consigliare la delocalizzazione “in aree meno potenzialmente pericolose”!
I ministeri, evidentemente in forte imbarazzo, continuano a non rispondere nel merito alle precise, documentate ed inoppugnabili segnalazioni giunte da più parti mentre l’opera va avanti.
Il Forum dell’Acqua da lunedì farà valere questa sentenza in tutte le sedi, compresa quella comunitaria, chiedendo anche di valutare se il comportamento che stanno tenendo i funzionari a vario titolo coinvolti sia legittimo o meno. Alla luce di quanto affermato dalla Corte Costituzionale crediamo che sarà molto difficile per i ministeri coinvolti spiegare il loro atteggiamento dilatorio rispetto alle modalità con cui si sta realizzando quest’opera.