Il Centro 18/02/2016

Porta Terna in tribunale a Lanciano per riprendersi il terreno

Ferita negli scontri tra tecnici della società e manifestanti, Franca Colanero continua in aula la sua battaglia: “L’immissione fu sospesa e mai conclusa”

Si è ritrovata con i fili dell’elettrodotto Villanova-Gissi, ad altissima tensione, che passano da un pilone all’altro sul proprio terreno in contrada Sant’Onofrio, senza che venisse perfezionata e formalizzata in alcun modo l’immissione in possesso da parte di Terna. Per questa ragione Franca Colanero ha avviato l’azione legale contro la società per riprendersi il suo terreno. Continua a leggere.

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Terna svela il suo vero volto!

C.da Sant’Onofrio, Lanciano (CH), 8 luglio 2015.

Anche oggi, come in tante altre occasioni, a partire da novembre 2014, alcuni proprietari hanno deciso di difendere la loro terra, la salute, i loro sogni, il loro futuro e i loro sacrifici, opponendosi ai decreti di immissione in possesso e alla prepotenza dei delegati di Terna insieme a più di 100 persone tra cittadini, comitati e amministratori locali.

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A differenza di quanto accaduto fino ad ora, i delegati di Terna hanno palesemente espresso la volontà di innalzare il livello di conflitto poiché si sono letteralmente lanciati in corsa verso la proprietaria determinandone la caduta, e si sono palesemente buttati a terra senza essere toccati!

Di fronte a questa azione tutti i partecipanti, si sono stretti intorno a loro affinché non continuassero con la loro prepotenza.

 Tutto ciò è vergognoso, è vergognoso che per far valere i propri diritti debbano organizzarsi delle vere e proprie manifestazioni, che si debba gridare, e tollerare le provocazioni dei funzionari di Terna.

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Basterebbe che questi funzionari delegati scrivessero i verbali indicando e rispettando la volontà dei proprietari che si oppongono e con loro di tutti i cittadini che non vogliono vedere i propri territori e il proprio futuro devastato da progetti utili solo ai profitti di pochi: gli azionari della società Terna.

Le opposizioni continueranno. Chiediamo alle istituzioni che hanno autorizzato l’opera di intervenire tempestivamente affinché non venga innalzato tale livello di conflitto, e affinché i delegati di Terna rispettino la volontà della comunità.