Abruzzolive.tv 22/02/2016

Villanova-Gissi, il pasticcio dell’elettrodotto che il ministero dell’Ambiente ora bacchetta

L’elettrodotto Villanova – Gissi non poteva in nessun modo essere ultimato, anzi i lavori non avrebbero dovuto essere avviati, perché non c’erano, e non ci sono, le autorizzazioni necessarie. Lo dice il ministero dell’Ambiente, con una nota dello scorso 24 dicembre. Eppure, attualmente, l’impianto è completato e parzialmente in funzione. Secondo il ministero, infatti, e secondo la Commissione tecnica Via/Vas sono state bypassate fondamentali verifiche in sede di Verifica di impatto ambientale: in fase di progettazione esecutiva, prima dell’inizio dei lavori e in fase di cantiere. “Il proponente (Terna spa) – si legge nella determina del ministero dell’Ambiente – ha indicato come data di inizio lavori il 5 maggio 2014”, mentre “avrebbe dovuto attendere la conclusione positiva dell’iter di verifica di ottemperanza”. Che neppure ad oggi è conclusa e ci vorranno altri due mesi prima che giunga a compimento. Continua a leggere.

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Clamorosa sentenza della Corte Costituzionale sulla VIA

ELETTRODOTTI: Clamorosa sentenza della Corte Costituzionale, che fine farà l’elettrodotto Terna Villanova-Gissi?

La Corte boccia una legge del Veneto, anche per piccole modifiche progettuali servono le autorizzazioni preventive per la valutazione di impatto ambientale.
Per il Villanova-Gissi cambiati tipo, altezza e posizione di molti tralicci. Il Forum: chiederemo conto a Ministero dell’Ambiente, Ministero dello Sviluppo Economico e Ministero dei Beni Culturali.

Una clamorosa sentenza della Corte Costituzionale in materia di Valutazione di Impatto Ambientale ed elettrodotti può determinare serissimi problemi al costruendo elettrodotto Villanova – Gissi e in generale alle pubbliche amministrazioni che fanno passare varianti alle opere già autorizzate senza tener conto del possibile impatto sull’ambiente delle modifiche introdotte.
Con la pronuncia 215/2015 depositata lo scorso 5 novembre la Corte ha bocciato una legge regionale del Veneto con cui si stabiliva che modifiche di tracciato minori di 500 metri non dovessero essere sottoposte ad autorizzazione preliminare da parte degli enti pubblici e, nel caso, ad una nuova fase di Valutazione di Impatto Ambientale.
Scrivono i Giudici “Nella logica del legislatore statale, dunque, la modifica del tracciato degli elettrodotti, anche di scarsa entità, non è aprioristicamente esclusa da qualsiasi forma di controllo preventiva, bensì è assoggettata ad una prognosi da effettuare di volta in volta sulle ripercussioni negative che possano nuocere allo specifico contesto territoriale interessato dall’opera (si pensi, per l’appunto, ai siti di importanza comunitaria ovvero alle zone speciali di conservazione). La legge regionale impugnata invece, contemplando tra gli interventi esenti da preventiva autorizzazione o da denuncia tutte le varianti di tracciato degli impianti elettrici esistenti inferiori a 500 metri, a prescindere dal loro concreto impatto sui valori ambientali, ha l’effetto di sottrarre automaticamente tali opere anche alla valutazione d’impatto ambientale, la quale costituisce un subprocedimento che necessariamente si innesta (quale suo «presupposto o parte integrante»: si veda l’art. 29 del d.lgs. n. 152 del 2006) nel procedimento (principale) di autorizzazione o approvazione (si
veda, per un caso analogo, la sentenza n. 120 del 2010, punto 1.2. del considerato in diritto). La circostanza che la valutazione d’impatto ambientale non possa esplicarsi quando l’attività sia resa “libera”, nel senso di sottratta a una preventiva autorizzazione, esclude che possa essere seguita la tesi interpretativa suggerita dalla difesa regionale”.
Ora, l’elettrodotto Villanova – Gissi ha subito due varianti principali con cui sono state cambiati, rispetto al progetto originario:
a)tipologia per decine dei 150 tralicci;
b)posizione di diversi tralicci;
c)altezza di decine di tralicci, nella stragrande maggioranza dei casi in aumento anche di metri;
d)profondità di molte fondazioni.
Per un elettrodotto non sappiamo cos’altro si possa cambiare…
Per il Forum dei Movimenti dell’Acqua, che ha dedicato ben tre corposi dossier all’incredibile storia di quest’opera che ritiene inutile e rischiosa (i dossier possono essere scaricati qui: http://www.noelettrodottovillanovagissi.it/documenti/altro/), si tratta di un vera e propria sconfessione per i tre ministeri che paiono far finta di nulla su quanto sta accadendo sul terreno. Da quasi un anno il Ministero dell’Ambiente, grazie all’azione dei comitati, è a conoscenza delle modifiche apportate al progetto. Lo stesso Corpo Forestale dello Stato a maggio ha fatto presente che i tralicci sono diversi da quelli autorizzati. Diversi comuni hanno evidenziato e segnalato ufficialmente difformità progettuali. A tutto ciò si aggiungano le gravissime criticità sollevate dal Servizio Difesa del suolo della Regione Abruzzo per quanto riguarda le decine di piloni in aree a rischio idrogeologico alcuni dei quali sarebbero stati già realizzati in assenza dei prescritti rilievi tecnici. Addirittura per un traliccio in area a frana attiva, il 74, e stiamo parlando di un’opera da centinaia di milioni di euro in corso di realizzazione ora, si è arrivati da parte dell’Autorità di Bacino a consigliare la delocalizzazione “in aree meno potenzialmente pericolose”!
I ministeri, evidentemente in forte imbarazzo, continuano a non rispondere nel merito alle precise, documentate ed inoppugnabili segnalazioni giunte da più parti mentre l’opera va avanti.
Il Forum dell’Acqua da lunedì farà valere questa sentenza in tutte le sedi, compresa quella comunitaria, chiedendo anche di valutare se il comportamento che stanno tenendo i funzionari a vario titolo coinvolti sia legittimo o meno. Alla luce di quanto affermato dalla Corte Costituzionale crediamo che sarà molto difficile per i ministeri coinvolti spiegare il loro atteggiamento dilatorio rispetto alle modalità con cui si sta realizzando quest’opera.